UN’AZIONE FUORI POSTO DI
Silvia Dezulian, Filippo Porro: idea, progettazione, coreografia, performers
Martina Dal Brollo: Idea, progettazione, sculture sonore
Gabriel Garcia: Idea, supporto tecnico e modello 3D
vincitore Pergine Arte Giovane, P.A.G. 2019
vincitore Danza Urbana XL 2020
vincitore Intersezioni FVG 2021
Progetto selezionato nell’ambito di Dancescapes/mobilità internazionale, azione a sostegno della circuitazione e formazione all’estero, promosso dall’Associazione Culturale Danza Urbana, con il contributo del MIC – Ministero della Cultura e della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, nell’ambito del progetto Dancescapes, con la collaborazione di: Associazione Culturale Las Voces Humanas, H(abita)t – Rete di spazi per la danza”.

Due figure camminano indipendenti ma vigili l’uno sull’altro, intrecciano passi, cercano un ritmo, faticano, sostano per poi ripartire. Si incontrano. Si separano. Si aspettano. Si insinuano tra il pubblico che, camminando insieme a loro, condivide la stessa esperienza.

Oltrepassare é una performance itinerante che unisce movimento, scultura e suono prendendo spunto dalla relazione uomo e montagna e dalle imprese alpinistiche affrontate per valicare un confine.

Due corpi in relazione tra loro dialogano in salita esplorando una nuova percezione dello spazio, ed il pubblico, che li segue, fa esperienza di una sensazione sonora e visuale completamente diversa di un luogo quotidiano e di passaggio. I performers interagiscono tra loro e il paesaggio grazie a due sculture sonore indossabili che, collegate a dei microfoni posti nelle scarpe, amplificano i movimenti e la stessa conformità del suolo su cui i corpi si stanno spostando.

Attraverso la danza, l’arte visiva e la tecnologia, Oltrepassare propone un’esperienza fisica, estetica ed emotiva del paesaggio che ci circonda e tenta di raccontare la storia di uno sconfinamento quotidiano.

Ognuno di noi é figlio di infiniti sconfinamenti. Figlio di passi che hanno attraversato interi continenti, mari, montagne, paesi o anche solo una strada, un ponte, una via della propria città, superando barriere e portando con se la propria identità, la propria storia e cultura.

Il nostro movimento determina un cambio in ciò che vediamo del paesaggio e il paesaggio determina un cambio nel nostro modo di muoverci in esso; e camminare diventa lo strumento di lettura del nostro territorio, un rituale, una sfida, un percorso da fare in salita, fino a scoprire che oltre le montagne, oltre l’orizzonte, c’è sempre un nuovo confine da oltrepassare.